Monti-Hollande, prove comuni di uscita dalla crisi

L'annunciato vertice di Palazzo Madama tra il presidente del Consiglio italiano Mario Monti e il premier francese Francois Hollande ha avuto luogo nel primo pomeriggio di oggi e si è concluso con una conferenza stampa congiunta. Al centro dei temi affrontati dai leader europei la crisi economica dell'Eurozona e una sinergia d'intenti nell'affrontare le difficoltà dell'attuale contesto economico. "Abbiamo ribadito e spinto ancora più avanti la nostra identità di vedute", ha esordito il premier italiano nella conferenza stampa tenutasi coi giornalisti al termine dell'incontro, definendo il meeting con Hollande "interessante, costruttivo e molto positivo".
10 AGO 20
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L'annunciato vertice di Palazzo Madama tra il presidente del Consiglio italiano Mario Monti e il premier francese Francois Hollande ha avuto luogo nel primo pomeriggio di oggi e si è concluso con una conferenza stampa congiunta. Al centro dei temi affrontati dai leader europei la crisi economica dell'Eurozona e una sinergia d'intenti nell'affrontare le difficoltà dell'attuale contesto economico.
"Abbiamo ribadito e spinto ancora più avanti la nostra identità di vedute", ha esordito il premier italiano nella conferenza stampa tenutasi coi giornalisti al termine dell'incontro, definendo il meeting con Hollande "interessante, costruttivo e molto positivo". L'identità di vedute dei due leader, a detta di Monti, riguarderebbe non solo le relazioni bilaterali tra i due stati ma anche la costruzione di "un clima per rilanciare l'economia europea nella stabilità dell'Eurozona" così come l'attenzione agli "sviluppi delicati sul fronte internazionale".
In vista dell'appuntamento del mese prossimo a Bruxelles, il presidente francese ha indicato "le tre tappe" del percorso di rafforzamento dell'eurozona. "La prima tappa è quella in cui ci troviamo adesso, in cui dobbiamo attuare le decisioni del summit del 28 e 29 giugno scorsi". Le decisioni sulla "crescita e sulla stabilità su cui abbiamo lavorato insieme devono essere pienamente attuate", ha esortato Hollande, indicando poi la seconda tappa, quella che deve permettere di "arrivare a rivolvere la questione della Grecia" e del suo mantenimento nell'eurozona, una volta che a fine settembre ci sarà il rapporto della troika che, si spera, "dimostri la credibilità della politica" di Atene. E sempre in questa tappa rientra il Consiglio europeo di metà ottobre, durante il quale "dobbiamo trovare le soluzioni per la Grecia e la Spagna, passando così alla terza tappa, alla fine dell'anno, con l'Unione bancaria ed il rafforzamento dell'Unione economica e monetaria". "Gli europei – ha quindi scandito il presidente francese – devono sapere che siamo impegnati in questo processo e che stiamo risolvendo le questioni poste nei mesi scorsi".
Sul ruolo della Bce e l'acquisto di titoli del debito sovrano, "il miglior commento è non farne, la mia posizione resta quella del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno, ovvero che ci sia la possibilità, attraverso il meccanismo di stabilità di intervenire insieme e rapidamente, subito dopo la decisione della Corte di Karlsruhe". Così Hollande rispondendo alla domanda sul ruolo della Bce. Monti ha aggiunto: "Ho ascoltato con particolare attenzione le parole del presidente Hollande per vedere se ci fosse una sola parola su cui non fossi d'accordo e non l'ho trovata".
Il premier tecnico ha inoltre preannunciato che il prossimo bilaterale tra Italia e Francia si terrà a Lione e ha sottolineato l'importanza di completare l'opera della Tav Torino-Lione, definita dal tecnico "di fondamentale interesse".
Sull'attuale assetto economico europeo, Monti ha dichiarato che da parte dei due paesi c'è una "profonda sinergia e unità di obiettivi nel sospingere l'Unione europea nella strada della maggiore crescita non inflazionata e non fondata sugli squilibri finanziari".